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Cari amici del Kiklos Team, adesso che le gambe hanno smesso di fare male, mi volto indietro e ho proprio voglia di ringraziarvi per l’accoglienza ricevuta alla vostra Gran Fondo. Ero poco allenato, ho stretto i denti, ma alla fine ce l’ho fatta scampando d’un soffio anche il simpatico acquazzone dell’ora di pranzo...
Non dimenticherò tanto facilmente la prima mezz’ora di gara, in cui ho seriamente pensato di girare e tornarmene a letto. Poi ho preso il mio ritmo. Ho lasciato andare il gruppo dei 35 all’ora, poi quello dei 33 e lentamente la prima salita me la sono lasciata alle spalle. Quanto era bella la chiesetta con la strada in lastricato sulla cima?
Non dimenticherò tanto facilmente il cartello che annunciava la salita di 24 chilometri, perché a fare i conti col computerino ho perso le ruote di quelli davanti e per riprenderle ho impiegato quasi un chilometro e mezzo.
Però non posso dimenticare neppure gli incroci coperti meglio che in certe corse di professionisti che costituiscono il mio pane quotidiano. Le macchine fermate ai piedi delle salite perché non creassero problemi ai corridori lanciati in discesa. Gli applausi della gente alla partenza e in ogni paesino che abbiamo attraversato. L’asfalto migliore che in altre parti d’Italia. La presenza di auto di scorta su ogni segmento della corsa.
Non dimenticherò tanto facilmente neppure quel bambino sulla salita di Perito e suo padre, subito dietro, che voleva fotografarlo mentre passava bottigliette d’acqua ai corridori. Andavo così piano (per non fare “mala figura”, diciamo che avanzavo riflettendo sulle bellezze del panorama) che ho avuto tutto il tempo di accorgermi che quelli davanti erano così concentrati da non prendere l’acqua. E così, quando sono arrivato davanti al bambino, l’acqua gliel’ho presa io e il papà ha avuto finalmente la sua foto.
Tante volte si pensa che il ciclismo migliore inizi dalla Toscana, ma una volta di più ho avuto la conferma che se ci sono la passione e la competenza, anche in uno spicchio remoto e affascinante come il Cilento si possano trovare manifestazioni simili a gioielli. E così, ma non vi suoni come una minaccia, prometto sin d’ora che se gli impegni di lavoro me lo consentiranno, il prossimo anno sarò ancora dei vostri. Per migliorare la mia prestazione. Essere abbastanza lucido da apprezzare maggiormente i dintorni. Scattare in faccia a quel simpatico signore vestito di rosso, che m’ha chiesto di tirare fino alla salita finale e poi m’ha lasciato lì. E mangiare con meno sensi di colpa tutte le bontà spettacolari della vostra splendida terra.
Un abbraccio e a presto,
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